Benedizioni pasquali al tempo di internet

Qualche domenica il parroco della chiesa dove vado ha fatto una omelia molto interessante. Ha spiegato il motivo per cui lui non mette le buste nel comunicato delle bendecizioni pasquali. Perchè vuole evitare che la gente pensi “c’è la benedizione allora devo fare una offerta”. La riflessione è vera e mira a costruire prima un rapporto e poi eventualmente una donazione. Allo stesso modo i siti internet devono essere costruiti non per spingere verso una donazione, ma per approfondire una relazione e poi invitare a donare. Ma un invito gentile e non troppo diretto.
Si vedono in giro siti dove le parole ISCRIVITI oppure DONA sono fin troppo evidenti, coprono tutto quell’aspetto di conoscenza dell’operato dell’organizzazione che deve essere per forza messo in primo piano.
Il rischio nei siti internet delle onp italiane è che spesso si pecca di autoreferenzialità, dunque si mettono poche immagini dei progetti, poche informazioni sugli stessi tanto l’onp fa del bene e per questo deve essere finanziata o il donatore deve donare, un leitmotiv oramai vecchio e a cui non basta più appiccicare un bollino o tanti bollini delle varie certificazioni etiche, di qualità, di solidarietà, di trasparenza.

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