Una onp che sceglie un cms open source

Interessante la scelta fatta dal Banco Alimentare di sviluppare il nuovo sito con un content management system (cms) open-source e gratuito come Drupal. Ci sono alcune onp che preferiscono invece Cms sviluppate da software house? Sarebbe interessante sapere i criteri che li portano a fare queste scelte, quali sono i pro e contro di un Cms proprietario rispetto ad uno open-source?

5 Comments

  1. Dante says:

    Ciao! Interessante spunto!
    Il sito di Banco Alimentare è interessante, ma, a mio parere, il punto non è capire per quali motivi alcune ONP usano prodotti open source in alternativa a CMS realizzati da software house, in quanto un CMS può essere open souce, ma personalizzato da una software. Questa soluzione è sempre più adottata da molte software house le quali possono risparmiare i tempi di realizzazione del backend.
    Il “fai da te” potrebbe non pagare le ONP le in quanto potrebbe non permettere di avere una grafica accattivante ed una maggiore usabilità del sito.
    Direi che sarebbe interessate discutere fino a che punto ad una ONP convenga investire denaro in un prodotto fai da te oppure affidarsi ad una software house che gli permetta di realizzare un CMS adatto alle loro esigenze e magari realizzato con base CSM open source che permetta di ottenere un prodotto a costi più accessibili.

    Dalla proliferazione dei prodotti open souce si è assistito anche alla proliferazione della confusione in quanto molto spesso CMS specificatamente adatti per realizzare blog sono consigliati per la realizzare portali.
    Un esempio sono coloro che consigliano di realizzare portali web con wordpress, il quale è perfetto per i blog ma molto meno per i portali. Un consiglio sbagliato è usate wordpress per realizzare il sito della vostra ONP perché è facile da gestire ed utilizzare. Se una ONP ascolta tali consigli realizza un bel blog ma non un portale web.
    Ritengo, che sul web si debba personalizzare il più possibile il proprio sito in base al messaggio che si intende comunicare.
    Se qualcuno ci legge, e ci può rispondere, sarebbe interessante capire perché http://www.coopi.org/it/home/ è passata da un bellissimo portale realizzato gratuitamente da Accenture (dico gratuitamente perché così è stato scritto tempo fa su un post di blog di fund raising dal Dott. Quistelli il quale scrisse che era stato realizzato gratuitamente) ad un sito probabilmente realizzato con un CMS open source il quale è addirittura in Beta version come indicato dall’immagine in alto sulla destra.
    Segnalo il seguente sito che sarà molto familiare ai fundraiser:
    http://www.guymallabone.com/mallaboneassociates/Home.html
    Molto coinvolgente graficamente, e non di difficile realizzazione con un CMS open source.
    Concludendo, molto spesso conta molto di più la creatività personale che il tipo di codice utilizzato.
    Ciao D

  2. Lorenzo says:

    Ciao a tutti,

    trovo importante porre certe domande e sono d’accordo con quanto dice Dante. Vorrei aggiungere che, per esperienza diretta, l’utilizzo di un software open source porta sicuramente grossi vantaggi economici, ma è comunque una scelta che va affrontata molto attentamente. Se non si dispone di un team di sviluppo tecnico, come spesso accade in questo settore, i rischi derivanti da aspetti come la manutenzione del software e lo sviluppo di nuove funzionalità possono essere molti. Se prendiamo ad esempio Drupal e i suoi moduli, vero punto di forza del CMS, è evidente come molti di essi, anche quelli non in beta, presentano non di rado numerosi bug che potrebbero creare non pochi problemi in alcune circostanze. In questo caso il problema più evidente è proprio la mancanza di un supporto tempestivo e, lasciatemi dire, “pagato”. Sicuramente la community di sviluppatori è molto attiva in Drupal, ma di fronte a particolari urgenze nessuno può garantire un rapido intervento. Concludendo, l’open source è una frontiera da esplorare che può portare notevoli vantaggi, ma l’impiego dei singoli software va valutato attentamente a seconda del contesto in cui verrà impiegato. Spesso all’utilizzo di un prodotto del genere andrebbe affiancata la consulenza di un system integrator con un’elevata expertise in questo campo. Solo alla fine potranno essere paragonati costi e benefici.

  3. Francesco says:

    Ciao Lorenzo, grazie per la tua risposta. Condivido anche io quanto dite tu e Dante specialmente sul lato di alcuni moduli su Drupal ma anche di alcuni plugin su WordPress, alcuni magari molto utili ma che non sempre tengono il passo con gli aggiornamenti alle ultime versioni dei software.

  4. dante says:

    Per realizzare un buon sito con cms open source è quello di personalizzarlo sulla parte grafica, magari acquistando un templates, che costa poche decine di dollari, ma non esagerare inserendo moduli di dubbia provenienza che possono limitarne le performance.
    Se facciamo un’attenta analisi dei siti tra i moduli indispensabili troviamo: menù link, news, banner pubblicitari, news più lette, immagini e come canale video è possibile integrare un player di Youtube, dopo aver aperto un canale. Il seguente link è realizzato da un mio amico, la grafica non è particolarmente coinvolgente, ma offre tutto quello che serve http://farmacia.unipv.it/
    Per le necessità sopra espresse un cms open source può andare benissimo, io prediligo Jommla e trovo che il forum ottimo ottimi suggerimenti.
    Ciao D

  5. [...] Gennaio pubblicai questo post sulla scelta di cms open source da parte di organizzazioni nonprofit. Leggo qui una lista molto [...]

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