Dietro un dito ci sta la formazione

La scorsa settimana questo mio post ha avuto due commenti molto interessanti di Fabio Latino (Vita) e Massimo Fubini (Contactlab), commenti che potrebbero aprire anche un più ampio dibattito. Io vorrei spostare un po’ il baricentro della discussione che era molto incentrato sulla qualità/etica della proposta di consulenza e vorrei rigirare la questione dal lato dell’organizzazione nonprofit.

Andiamo oltre le due posizioni di Fabio e Massimo, posto questo voltiamo la medaglia e vediamone l’altro lato. In tutto questo l’organizzazione nonprofit dove sta? Cosa fa? Io credo che se il nonprofit vuole crescere ci vuole molta più cultura della formazione del personale. Se veramente esistono piazzisti perchè le onp non se ne accorgono? Perchè non fanno “selezione naturale”?

Spesso io vedo un certo difetto nelle organizzazioni nonprofit: la falsa legge che tutto quello che si raccoglie vada investito nella mission dell’onp fa perdere di vista un aspetto secondo me fondamentale, la formazione del personale.

Quante onp pagano ai propri dipendenti corsi di database, web marketing, internet (o di altro tipo anche)? Forse “non se lo possono permettere”? Secondo me non c’è nulla di più falso, ci si nasconde dietro “al dito” dei costi, ma alla fine non si sa valorizzare il proprio personale, non lo si “forma”, non gli si danno gli strumenti per capire se la proposta di un consulente sia quella giusta per la onp oppure no.

Quante persone ho incontrato nei corsi che ho tenuto che non avevano la minima idea di cosa servisse un sito internet o che erano scontente di come gli era stato creato da una società esterna o da un volontario. Insomma…diamo gli strumenti a chi è operativo sul campo per poter decidere, valutare, formarsi.

One Comment

  1. Fabio Latino says:

    Ciao Francesco ho preso spunto da questo tuo post per una riflessione su http://blog.vita.it/nonprofitduepuntozero

    Fabio

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