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	<title>Commenti a: Stare o non stare in Facebook?</title>
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	<description>Nonprofit, il web ed il fundraising</description>
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		<title>Di: Davide Moro</title>
		<link>http://www.internet-fundraising.it/2010/07/21/stare-o-non-stare-in-facebook/#comment-253</link>
		<dc:creator>Davide Moro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:02:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sicuramente come afferma Massimo Coen Cagli, i social network (in particolare Facebook) e i blog molto spesso vengono considerati una &quot;bacchetta magica&quot; in grado di risolvere, semplicemente accedendovi, tutti i problemi: dalla diffusione della buona causa alla raccolta fondi. 
Sfortunatamente ancora in molti vengono attratti dalla semplicit&#224; di utilizzo e non comprendono che in realt&#224; questi strumenti necessitano di una gestione strategica e coordinata con tutti gli altri strumenti di comunicazione e raccolta fondi messi in campo dall&#039;organizzazione. 
Secondo me, i social network sono in realt&#224; molto complicati da utilizzare perch&#233;: richiedono un impegno quotidiano non del tutto indifferente, devono essere gestiti con intelligenza e soprattutto con una visione di insieme di medio lungo periodo ed infine, come afferma Riccardo Friede, sono un arma a doppio taglio (se mal gestiti possono minare l&#039;equilibro dell&#039;immagine dell&#039;organizzazione). 
Cercando un po&#039; in giro ho trovato un altro social network, soprattutto per il non profit, molto interessante: &lt;a href=&quot;http://www.ammado.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.ammado.com/&lt;/a&gt; </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente come afferma Massimo Coen Cagli, i social network (in particolare Facebook) e i blog molto spesso vengono considerati una &quot;bacchetta magica&quot; in grado di risolvere, semplicemente accedendovi, tutti i problemi: dalla diffusione della buona causa alla raccolta fondi.<br />
Sfortunatamente ancora in molti vengono attratti dalla semplicit&agrave; di utilizzo e non comprendono che in realt&agrave; questi strumenti necessitano di una gestione strategica e coordinata con tutti gli altri strumenti di comunicazione e raccolta fondi messi in campo dall&#039;organizzazione.<br />
Secondo me, i social network sono in realt&agrave; molto complicati da utilizzare perch&eacute;: richiedono un impegno quotidiano non del tutto indifferente, devono essere gestiti con intelligenza e soprattutto con una visione di insieme di medio lungo periodo ed infine, come afferma Riccardo Friede, sono un arma a doppio taglio (se mal gestiti possono minare l&#039;equilibro dell&#039;immagine dell&#039;organizzazione).<br />
Cercando un po&#039; in giro ho trovato un altro social network, soprattutto per il non profit, molto interessante: <a href="http://www.ammado.com/" rel="nofollow">http://www.ammado.com/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Riccardo Friede</title>
		<link>http://www.internet-fundraising.it/2010/07/21/stare-o-non-stare-in-facebook/#comment-252</link>
		<dc:creator>Riccardo Friede</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:53:45 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo a tutti questo interessante articolo che porta ai tecnicismi (e backend! :D ) della scelta blog/Facebook ... mi pare un ottimo spunto, anche se un pelo OT! ;) -&gt; &lt;a href=&quot;http://www.vincos.it/2010/07/14/dal-corporate-blog-alla-pagina-ufficiale-facebook/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.vincos.it/2010/07/14/dal-corporate-blo...&lt;/a&gt; </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo a tutti questo interessante articolo che porta ai tecnicismi (e backend! <img src='http://www.internet-fundraising.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) della scelta blog/Facebook &#8230; mi pare un ottimo spunto, anche se un pelo OT! <img src='http://www.internet-fundraising.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  -&gt; <a href="http://www.vincos.it/2010/07/14/dal-corporate-blog-alla-pagina-ufficiale-facebook/" rel="nofollow">http://www.vincos.it/2010/07/14/dal-corporate-blo&#8230;</a></p>
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	</item>
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		<title>Di: massimo coen cagli</title>
		<link>http://www.internet-fundraising.it/2010/07/21/stare-o-non-stare-in-facebook/#comment-251</link>
		<dc:creator>massimo coen cagli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:53:08 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; sempre una questione di concetti. Facebook è un mezzo. E in quanto tale è buono o cattivo nella misura in cui è funzionale a raggiungere un fine. Da un lato non bisogna cadere più di tanto cadere nella tentazione di pensare che il mezzo da solo faccia la differenza. Dall&#039;altro non si può pensare che il fine senza mezzi si compia.
La domanda è: l&#039;attacco a Kit Kat ha funzionato per via di Facebook o per via della missione?
La campagna di Obama ha funzionato per il social network su internet o perchè c&#039;era un contenuto interessante da condividere?
Evidentemente è un mix delle due cose (come sempre) e quindi come in tutti i mix serve intelligenza, furbizia e molto buon senso.
Bello scambio
Massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre una questione di concetti. Facebook è un mezzo. E in quanto tale è buono o cattivo nella misura in cui è funzionale a raggiungere un fine. Da un lato non bisogna cadere più di tanto cadere nella tentazione di pensare che il mezzo da solo faccia la differenza. Dall&#8217;altro non si può pensare che il fine senza mezzi si compia.<br />
La domanda è: l&#8217;attacco a Kit Kat ha funzionato per via di Facebook o per via della missione?<br />
La campagna di Obama ha funzionato per il social network su internet o perchè c&#8217;era un contenuto interessante da condividere?<br />
Evidentemente è un mix delle due cose (come sempre) e quindi come in tutti i mix serve intelligenza, furbizia e molto buon senso.<br />
Bello scambio<br />
Massimo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.internet-fundraising.it/2010/07/21/stare-o-non-stare-in-facebook/#comment-250</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 19:15:33 +0000</pubDate>
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		<description>Davide bellissimo commento, con cui concordo, in entrambi anche Riccardo mi pare salti fuori la delicatezza con cui gestire un profilo su qualsiasi social network. Una bella idea di social network (o comunque una specie di coinvolgimento del donatore nell&#039;onp) &#232; il sio My Charity Water (ci ho fatto un articolo qui &lt;a href=&quot;http://www.fundraising.it/2010/07/20/personal-fundraising-quando-il-fundraising-te-lo-fa-il-tuo-donatore/),&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.fundraising.it/2010/07/20/personal-fun...&lt;/a&gt; un&#039;idea non nuova, che altri avevano gi&#224; fatto prima ma che pare abbia dei casi di successo, come li ho citati.
Dunque alla fine W Facebook.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davide bellissimo commento, con cui concordo, in entrambi anche Riccardo mi pare salti fuori la delicatezza con cui gestire un profilo su qualsiasi social network. Una bella idea di social network (o comunque una specie di coinvolgimento del donatore nell&#039;onp) &egrave; il sio My Charity Water (ci ho fatto un articolo qui <a href="http://www.fundraising.it/2010/07/20/personal-fundraising-quando-il-fundraising-te-lo-fa-il-tuo-donatore/)," rel="nofollow">http://www.fundraising.it/2010/07/20/personal-fun&#8230;</a> un&#039;idea non nuova, che altri avevano gi&agrave; fatto prima ma che pare abbia dei casi di successo, come li ho citati.<br />
Dunque alla fine W Facebook.</p>
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	<item>
		<title>Di: Davide Moro</title>
		<link>http://www.internet-fundraising.it/2010/07/21/stare-o-non-stare-in-facebook/#comment-249</link>
		<dc:creator>Davide Moro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:30:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internet-fundraising.it/?p=867#comment-249</guid>
		<description>Anch&#039;io ritengo che Facebook sia uno strumento molto utile e a portata di mano (ma soprattutto di portafoglio) per tutte le organizzazioni non profit. L&#039;apertura di uno proprio è secondo me inefficace ed inefficiente. I motivi sono moltissimi, tra i tanti:
- Facebook è un sito ampiamente testato e stabile (a parte alcune eccezioni), offre numerose opportunità e funzioni;
- offre una enorme bacino di potenziali amici/fan. È di qualche giorno fa la notizia che Facebook ha raggiunto i 500 milioni di utenti. Un proprio social network quanto tempo impiegherebbe a raggiungere quote così elevate?
- quanti sono gli esempi di social network italiani specifici di un&#039;organizzazione che hanno successo? Mi viene in mente un&#039;esperienza recente di Amnesty International del Portogallo, che non è quindi neanche nazionale: http://www.tyrannybook.com/Dopo pochi giorni ha dovuto chiudere perché è stata raggiunta la quota critica di utenti (più di 2 milioni) oltre la quale le risorse tecnologiche e personali messe in campo non erano più sufficienti. Ovviamente è un risultato eccellente, ma mette in luce i limiti di un un proprio social network.
Io resto del parere che Facebook sia un&#039;ottima piattaforma, con enormi potenzialità. Ovviamente non va utilizzato con leggerezza e superficialità, necessità di conoscenze, attenzione e soprattutto di un impegno quotidiano (ad esempio fin dall&#039;inizio bisogna prestare molta attenzione a come si apre un proprio profilo, come ho cercato di spiegare recentemente nel mio blog).
Social network e blog, secondo me, hanno due utilizzi significativamente diversi. Ma questo dibattito necessiterebbe di un nuovo capitolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io ritengo che Facebook sia uno strumento molto utile e a portata di mano (ma soprattutto di portafoglio) per tutte le organizzazioni non profit. L&#8217;apertura di uno proprio è secondo me inefficace ed inefficiente. I motivi sono moltissimi, tra i tanti:<br />
- Facebook è un sito ampiamente testato e stabile (a parte alcune eccezioni), offre numerose opportunità e funzioni;<br />
- offre una enorme bacino di potenziali amici/fan. È di qualche giorno fa la notizia che Facebook ha raggiunto i 500 milioni di utenti. Un proprio social network quanto tempo impiegherebbe a raggiungere quote così elevate?<br />
- quanti sono gli esempi di social network italiani specifici di un&#8217;organizzazione che hanno successo? Mi viene in mente un&#8217;esperienza recente di Amnesty International del Portogallo, che non è quindi neanche nazionale: <a href="http://www.tyrannybook.com/Dopo" rel="nofollow">http://www.tyrannybook.com/Dopo</a> pochi giorni ha dovuto chiudere perché è stata raggiunta la quota critica di utenti (più di 2 milioni) oltre la quale le risorse tecnologiche e personali messe in campo non erano più sufficienti. Ovviamente è un risultato eccellente, ma mette in luce i limiti di un un proprio social network.<br />
Io resto del parere che Facebook sia un&#8217;ottima piattaforma, con enormi potenzialità. Ovviamente non va utilizzato con leggerezza e superficialità, necessità di conoscenze, attenzione e soprattutto di un impegno quotidiano (ad esempio fin dall&#8217;inizio bisogna prestare molta attenzione a come si apre un proprio profilo, come ho cercato di spiegare recentemente nel mio blog).<br />
Social network e blog, secondo me, hanno due utilizzi significativamente diversi. Ma questo dibattito necessiterebbe di un nuovo capitolo.</p>
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