Come passare da Raiser’s Edge a Civicrm: un caso di studio

Non so se qualcuno capisce il bello dell’open source, il bello dell’open source ed in questo caso di un prodotto come Civicrm è che spesso si riesce a parlare liberamente online di come si è passato da un software proprietario ad uno open source. Non ho mai riscontrato in Italia una cosa simile purtroppo (cioè parlare online dell’esperienza con fornitori di database), anche se onp come Legambiente pare che ultimamente siano passate a Civicrm, almeno a vedere dal loro sito siano passato ad usare CivicrmQui trovi il caso di studio completo di cui riassumo alcune parti.

San Francisco Baykeeper una piccola onp americana con un budget annuale di $750.000 e otto dipendenti utilizzava differenti fornitori e software per gestire il database, l’invio di emailing, la vendita di biglietti online per eventi e la gestione online di alcuni eventi. Questi software ovviamente non dialogavano tra di loro ed il costo annuo era all’incirca di $ 5.000. Non avevano inoltre la possibilità di tracciare l’attività online di chi leggeva le email, di segmentare l’invio di email a seconda della storia del donatore ed in pratica erano forzati dalla situazione a fare solo del costoso mailing cartaceo.

Prima mossa: cosa scegliere?
Stante la situazione hanno cercato di vedere altri fornitori cosa offrivano, compresa anche la possibilità di fare un upgrade a versioni più avanzate del database di Raiser’s Edge

Seconda mossa: i costi
I costi fissi annuali con Raiser’s Edge sarebbero stati di $7.000 mentre quelli per Civicrm di $4.000. Vanno anche considerati i costi per la gestione delle donazioni online che con Raiser’s Edge sarebbero stati $3.600 annuali mentre con Paypal (integrato in Civicrm) in $1.600

Terza mossa: investire
Passare ad un nuovo database significa investire. Il costo maggiore è stato quello della conversione dei dati dal database di Raiser’s Edge a quello di Civicrm ed è costato $10.000 a cui vanno aggiunti i già citati $4.000 per la gestione del server su cui sta Civicrm, gestione del sito e assistenza per la gestione di Civicrm, uso del server Smtp per invio di emailing.

Quarta mossa: i pro e i contro
La lista completa è nell’articolo che già ho linkato, ma in sostanza sono:

  • Contro: il personale che deve reimparare l’uso di un programma, la funzione di reporting che è più limitata, la personalizzazione grafica delle pagine di donazione online che richiede capacità di programmazione, qualche bug qui e là
  • Pro: possibilità di gestire in autonomia gli eventi, le pagine di donazione, di far creare agli utenti pagine personalizzate, minor tempo speso dallo staff nel data entry che risulta semplificato.

Quinta mossa: pensare al futuro
Ora che hanno scelto Civicrm, l’onp ha pensato bene di destinare parte del budget annuale a sviluppare Civicrm e dunque a finanziare nuovi moduli che verranno rilasciati a tutti e che serviranno poi principalmente all’onp per correggere i difetti fin qui riscontrati su Civicrm.

Integrazione Civicrm-WordPress: si parte!!!

Ieri sera Francesco Moretto mi ha dato una splendida notizia, finalmente dalla versione 4.1 di Civicrm sarà disponibile l’integrazione con WordPress.

Questa funzione è stata resa possibile solo grazie al fundraising online con cui sono stati raccolti i cinquemila dollari necessari a sviluppare l’integrazione..

Io ho contribuito mesi fa con una donazione e sono fiero di averlo fatto perchè credo che Civicrm, avendolo installato e provato per clienti e per uso personale (per l’organizzazione per cui faccio volontariato), sia un ottimo prodotto, open source e gratuito.

Non vedo l’ora di provare Civicrm su WordPress!!!

La raccolta fondi per far funzionare Civicrm su WordPress

Civicrm + WordPress: un sogno che forse si avvera

Sono stato un fan della prima ora di Civicrm, lo sono stato perchè ben conosco varie e differente situazioni di piccole e grandi onp nell’utilizzo di database sia gratuiti sia a pagamento, ognuno con i suoi pro e contro.
Mi sono ritrovato molto nel bell’articolo pubblicato da Riccardo Friede nel suo blog che ben descrive perchè Civicrm possa essere utile per la tua organizzazione nonprofit.
E oggi leggo una notizia: quelli di Civicrm stanno lavorando all’integrazione tra WordPress e Civicrm e hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per far si che ciò accada. Se anche tu vuoi contribuire (io ho donato $50) clicca qui o qui.

Credo che se avverrà questa integrazione avremo in mano un cms (WordPress oramai lo è) molto più usabile (concetto di usabilità) di Joomla e Drupal e collegabile a Civicrm, un reale esempio di come l’open source può competere anche nel mondo dei servizi al nonprofit.

Non so quanto sia realmente usato Civicrm nelle onp italiane: a mio modo di vedere molte potrebbero utilizzarlo ma molte sono frenate dal cambiamento (un po’ come quando negli uffici si passa da Office a Openoffice….).

WordPress vs. Drupal vs. Joomla for nonprofit

Ci sono dei buoni motivi per sviluppare il sito della propria organizzazione nonprofit con WordPress invece che con Drupal e Joomla?

Personalmente apprezzo l’estrema usabilità di WordPress rispetto a Joomla e Drupal, specialmente quando, sviluppato un sito, devi formare il personale che dovrà aggiornarlo che spesso ha conoscenze informatiche che si fermano ai programmi da ufficio (word, excel).

Poi ok che WordPress non è nato come un CMS ma come gestore di blog, ma ormai si è evoluto talmente da diventare un buon CMS.

Il seguente grafico, tratta da qui, fornisce una idea della diffusione di WordPress rispetto ad altri CMS open-source.

In attesa di Drupal 7

Personalmente attendo con trepidazione l’uscita di Drupal 7, specialmente perchè concordo pienamente con il punto di vista di questa presentazione e con quanto stanno facendo questi qui. Drupal 7 deve essere più facile da usare anche per i non tecnici, anche per gli “amatori” dei CMS open source. Una cosa su tutte: l’editor di testo e la facilità di caricare immagini che in WordPress è immediata come esperienza, mentre in Drupal assolutamente no.

Una onp che sceglie un cms open source

Interessante la scelta fatta dal Banco Alimentare di sviluppare il nuovo sito con un content management system (cms) open-source e gratuito come Drupal. Ci sono alcune onp che preferiscono invece Cms sviluppate da software house? Sarebbe interessante sapere i criteri che li portano a fare queste scelte, quali sono i pro e contro di un Cms proprietario rispetto ad uno open-source?