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on 20 gennaio 2012,
by Francesco,
under Strategia.
Abbiamo recentemente assistito ad un bellissimo dibattito online sui blog di Valerio Melandri, della Scuola di Fund Raising, di Riccardo Friede, di Elena Zanella su Linkedin e su facebook a proposito. Un dibattito culturarmente ricco, meglio di tanti articoli di carta stampata, creato online da protagonisti e lavoratori del fundraising e del nonprofit italiano.
Oggi mi chiedo: cosa è cambiato? Forse nulla. Forse però quella società che ha offerto il servizio si impegnerà ad offrirne uno migliore, anche dal punto di vista dell’esperienza lavorativa dei dialogatori? O forse quella ong (che tutt’ora non ha espresso nessun commento pubblico che nell’era dei social network non è certo un bel biglietto da visita che ora ha risposto) starà più attenta nella prossima campagna?
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on 17 gennaio 2012,
by Francesco,
under Strumenti 2.0.
Duncan Green, nel suo blog (che tra l’altro fa parte della rete dei blog regionali di Oxfam), parla di una nuova Ong statunitense, GiveDirectly che non amministra i fondi dei donatori ma li invia direttamente, trattenendo una percentuali, ai poveri. In pratica lì invia ai poveri tramite un servizio di trasferimento via cellulare di denaro (questo) = il povero riceve sul suo cellulare la somma che gli viene donata.
Questo approccio, in parte già sviluppato anche da Oxfam, fa pensare, fa discutere (ci sono quasi 20 commenti nel blog di Duncan e anche in giro per altri blog della rete), ma sicuramente è un qualcosa che può innovare, migliorare, aggiungere qualcosa al settore del fundraising.
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on 6 gennaio 2012,
by Francesco,
under Recensioni siti.
Il sito, se organizzato bene, è un mezzo semplice e veloce per chi vuole fare volontariato per conoscere i bisogni dell’organizzazione nonprofit.
Porto sempre, nei miei corsi, l’esempio della Food Bank for New York City: sito semplice, chiaro, pulito, pagina dedicata al volontariato altrettanto chiara. Ci trovi dove fare volontariato, cosa sei chiamato fare e eventualmente quali sono i turni dove c’è necessità.
In Italia mi viene in mente Greenpeace come esempio positivo (anche se non così particolareggiato come la Food Bank), mentre vedo che il Banco Alimentare si limita ad un form.
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on 5 gennaio 2012,
by Francesco,
under Strumenti 2.0.
Mi ero ripromesso di tornarci e rieccoci qui. Possiamo stare a disquisire che molti donatori donano per emozione, empatia con l’onp o con il messaggio che questa trasmette e che invece pochi vogliono sapere dove vanno i loro soldi e si accontentano di poche informazioni.
Credo che dare informazioni al donatore sia corretto, trasparente, giusto al di là delle tante certificazioni di bilancio che si possono avere.
Ma essere trasparente, essere una cosidetta “networked nonprofit” (una onp che veramente fa rete e non ha solo la sua paginetta su facebook per essere sociale), richiede tempo, tanta organizzazione interna e investimenti.
Qui ti rendiconta a te donatore i tuoi soldi che hai donato e li collega al singolo progetto
Qui , tramite Google Maps, puoi vedere dove sono i progetti finanziati
Io credo sia doveroso da parte delle onp fare questo tipo di rendicontazione, perchè è uno dei pochi modi con cui si può fare una verifica quasi oggettiva della qualità del “prodotto”, cioè dei risultati del progetto per i beneficiari.
E che non mi si venga a dire che basta leggere i bilanci certificati delle onp per convincere i donatori!
L’11 gennaio è il compleanno del fondatore di WordPress, Matt Mullenweg, giovane 28enne che ha creato il CMS open source più utilizzato al mondo. Cosa ci azzecca con il fundraising? Ci azzecca!!!
Nel suo blog Matt dice che per il suo compleanno non ha bisogno di regali, ma che accetta invece una donazione a Charity: Water come regalo e ha creato sul sito My Charity Water la sua campagna personale per “donare il suo compleanno”. Ecco qui la pagina dedicata con elenco di chi ha donato e quanto.
Due considerazioni:
In Italia a 28 o 30 anni anni potresti creare realtà come WordPress e Charity Water (entrambi i fondatori sono così giovani!)?
In Italia non esiste un sito di una onp come Charity Water, sarà che da noi il fundraising è diverso, che ci piace rimanere anonimi? Oppure, e sto iniziando a pensarlo sempre di più, nessuno ci ha ancora mai provato?
Non credo sia ancora possibile creare realtà simili in Italia, avremo tanti altri pregi e tante onp che faranno sicuramente meglio di Charity Water, ma dal punto di vista della comunicazione ancora non ho visto un fondatore di una onp in Italia descriversi online come fa il fondatore di Charity Water
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on 31 dicembre 2011,
by Francesco,
under Strategia.
Non c’è tanto da dire, quanto da decidere e da fare. In Italia lo fa il Maggio Fiorentino, in Australia lo fa ancora meglio e con un bel sito ad hoc la Sydney Opera House tramite il loro Media Portal…forse è un esempio da copiare anche in Italia e da diffondere per promuovere non tanto la cultura quanto il coinvolgimento degli utenti nelle fondazioni nonprofit che spesso gestiscono i teatri italiani.
O forse aveva ragione Battiato “mandiamoli in pensione i direttoriartistici gli addetti alla cultura” (Up Patriot To Arms).
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on 30 dicembre 2011,
by Francesco,
under Open Source.
Dal Blog di Andrea Cappello riporto un suo consiglio che condivido sulle cose che ” non vale la pena pagare e che occorre ricordare”:
CMS proprietari. Nell’80% dei casi non servono agli scopi del progetto ma creano poco utile dipendenza con l’agenzia web con cui si lavora quando va bene; investimenti inutili e “personalizzazioni” costose (anche per cose comuni) quando va male; rifare tutto nel caso di migrazione agenzia (cosa che è sempre più una regola che un’eccezione oggi).
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on 21 dicembre 2011,
by Francesco,
under Strategia.
Contaclab ha pubblicato una infografica sul loro Nonprofit Report del 2011e e me ne hanno mandata una copia. Il dato che leggo e che personalmente mi interessa è questo:
“Gli utenti chiedono trasparenza e concretezza: lo fanno manifestando l’esigenza di un’area riservata all’interno del sito delle Onlus (62%), per poter seguire da vicino lo sviluppo dei progetti o chiedendo maggiore cura dei contenuti, nelle newsletter così come nelle pagine social.” A me non piacciono le aree riservate, ennesima password e username da ricordare.
Ma credo, e ne parlerò in un prossimo post, ci sono modi per rendicontare tutto o quasi tutto quello che si fa, in modo pubblico, tramite internet, aperto a tutti e condivisibile.
Un sogno? Forse, ma intanto come vien fuori dalla ricerca di Contactlab, il donatore chiede maggiore trasparenza e concretezza, e noi che facciamo, gli continuiamo a mandare il solito giornalino o rivistina cartacea a casa?
Sono Francesco Santini, lavoro in una fondazione nonprofit grantmaking.
Mi piace Wordpress, Drupal, Civicrm e Kubuntu, li installo, li smanetto e ci lavoro sopra.
Sono laureato in economia nonprofit, specializzato in internet fundraising o meglio come può essere utile internet per le organizzazioni nonprofit.
Leggo, studio, pratico, insegno, scrivo e condivido
Se vuoi chiamarmi per un corso su internet e fundraising, fondi da fondazioni o gestione dei volontariclicca qui e leggi le valutazioni ottenute nei corsi effettuati.